Studio Rei - Lo Slalom tra i Finanziamenti Covid

18 Aprile 2020 09:00

Finanziamenti slalom tra Fondo PMI, SACE e CDP

I tre canali sono in parte complementari e in parte sovrapponibili: il Fondo è l’unico per cui è prevista la gratuità delle garanzie nella fase emergenziale.

Tre sono i canali attivi per sostenere la liquidità delle imprese per l’emergenza COVID-19.
Sono canali in parte complementari e in parte sovrapponibili.

1) Il primo canale è quello del Fondo centrale di garanzia (www.fondidigaranzia.it), riservato alle partite IVA individuali e alle PMI (massimo 249 dipendenti e fatturato fino a 50 milioni di euro o attivo fino a 43 milioni di euro), con però la temporanea estensione alle imprese fino a 499 dipendenti. Per i finanziamenti fino a 25.000 euro con garanzia statale del 100% a rilascio automatico, restituzione in 6 anni, premmortamento di 2 anni e tasso di interesse massimo di legge (circa 1,2%), il Fondo centrale di garanzia ha già reso disponibile il modulo da utilizzare per la presentazione della richiesta e le banche hanno potuto cominciare a caricare le richieste di garanzia a partire dalle ore 18.00 del 16 aprile.

C'è la possibilità di chiedere garanzie al 90% per finanziamenti di importo superiore, nonché all’80% nel caso di finanziamenti nell’ambito di operazioni che prevedano anche la rinegoziazione di finanziamenti già in essere.
L’ammontare massimo di finanziamenti che può essere garantito dal Fondo per singola impresa è, fino al prossimo 31 dicembre 2020, di 5 milioni di euro.

2) Il secondo canale, espressamente complementare al primo, è quello di Cassa depositi e prestiti, riservato alle medie e grandi imprese che non possono accedere al Fondo centrale di garanzia per le PMI. Serve però un apposito decreto attuativo MEF per la fissazione di criteri, modalità e condizioni.
Nelle more, sul sito internet di Cassa depositi e prestiti sono tuttavia già attualmente riportate alcune proposte di intervento legate all’emergenza (www.cdp.it/sitointernet/it/nuova_liquidita_imprese.page).

3) Il terzo canale è quello di SACE, destinato sia alle grandi e medie imprese, sia alle partite IVA individuali e alle PMI, anche se per queste ultime solo dopo aver pienamente utilizzato il Fondo centrale di garanzia.
Le misure relative a questo canale sono state compendiate in un apposito disciplinare che SACE ha inviato alle banche.

Dei tre canali, l’unico gratuito  è quello del Fondo centrale per le PMI, mentre per SACE spa viene prevista una onerosità seppure “calmierata”.

In sede di richiesta dei finanziamenti, i beneficiari si interfacciano con le banche e sono queste ultime ad attivare le richieste di garanzia all’uno o all’altro canale o, in alcuni casi, a più d’uno parallelamente.

Sono le banche ad attivare le richieste di garanzia

Fermo restando che, per una operatività adeguata alle aspettative “di massa” suscitate, saranno necessari congrui stanziamenti nei prossimi decreti da parte dello Stato, soprattutto sui fondi di dotazione del Fondo centrale per le PMI e di SACE spa, l’insieme dei canali offre numerose opportunità, soprattutto alla grande impresa sopra i 50 milioni di euro di fatturato e alle partite IVA individuali e alle microimprese “a caccia” di microprestiti fino a 25.000 euro.

Più complessa (e compressa) la posizione delle piccole e medie imprese la maggioranza, devono necessariamente passare prima per il Fondo centrale di garanzia delle PMI, con il rischio che però la sua operatività sia fortemente assorbita da una eventuale “pioggia” di richieste da parte dei più piccoli, per i quali il Fondo ha deliberato, in ragione della loro rischiosità, una leva finanziaria di appena 1 a 3.